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La Sosta del CavaliereLa Sosta
del Cavaliere

Il territorio è la materia prima. Non la ricetta.

Le materie prime vengono da qui. Quello che ci succede sopra non somiglia a niente che si sia mangiato prima in queste colline, ed è esattamente il punto.

Descrivo la mia cucina come basata sulle materie prime del territorio in cui mi trovo, ma lavorate nel mio modo di pensare — in chiave di piatti d’autore, che mi portano a usare qualsiasi tecnica ritenga necessaria per quella materia prima in quel momento.

Leonardo Fiorenzani

È una frase che sembra modesta e non lo è. Dice due cose separate: da dove viene l’ingrediente, e chi decide cosa diventa. La prima è geografia. La seconda è firma.

Un dessert a forma di ghiacciolo al cioccolato, tenuto da una mano guantata di bianco su un fondo rosa
Un dessert, fotografato come un quadro

Una cucina diversa dalla toscana tradizionale

La nostra intenzione era creare una cucina diversa dalla toscana tradizionale — muoverci verso una cucina moderna.

Leonardo Fiorenzani

Non è una precisazione da comunicato: è la ragione per cui questo ristorante esiste. Chi arriva a Torri cercando la cucina che si trova in ogni trattoria della provincia trova altro, e lo trova subito. Un dessert arriva dentro un toro di ceramica blu. Un antipasto si compone su tre cubi di pietra bianca ad altezze diverse, come un’installazione. Una salsa viene versata a tavola e la fotografia la coglie a mezz’aria.

Nessuna di queste cose serve a stupire per il gusto di stupire. Servono perché quel piatto, in quel momento, chiedeva quella forma — ed è lo chef a deciderlo, non il ricettario di nessuno.

Antipasti disposti su tre cubi di pietra bianca ad altezze diverse, con una scaglia di zucchero giallo
Non un piatto: un allestimento

La tecnica non è un vincolo

«Qualsiasi tecnica ritenga necessaria», dice. È una libertà che si prende raramente, perché la maggior parte delle cucine sceglie una scuola e ci resta dentro. Qui la scuola cambia con l’ingrediente, e il risultato è una carta che non si lascia riassumere in un aggettivo.

Forbes Italia l’ha messo fra i 30 Chef Rivelazione del 2025 e il ristorante nello speciale 100 Ristoranti Innovativi. È la parola giusta: innovativi. Non tipici.

L’unica cosa che non si inventa

La materia prima. Le erbe e buona parte delle verdure crescono nell’orto dietro la sala, e le coltiva lo chef. Il resto viene da chi lavora bene in queste colline. È il solo punto in cui il territorio comanda davvero — e comanda del tutto.

Da lì in poi decide lui.

Perché quindici coperti

Un servizio da quindici ospiti non è una limitazione: è ciò che rende possibile tutto il resto. Piatti costruiti così si controllano uno per uno, e ogni tavolo ha il tempo che gli serve senza che nessuno lo solleciti.

Piatti d’autoreTecnica liberaOrto di proprietàQuindici coperti

Quindici posti, e la sera è una sola.

Prenota un tavolo

Lunedì19:00 – 21:30
Martedì19:00 – 21:30
Mercoledìchiuso
Giovedì — Sabato19:00 – 21:30
Domenica19:30 – 21:30
DovePiazza dell’Abate 4, Torri (SI)